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Revocatoria fallimentare e dichiarazione di inefficacia di rimesse bancarie pre e post-concordato: accolta l’azione esperita dalla curatela nei confronti dell’istituto di credito.

Revocatoria fallimentare e dichiarazione di inefficacia di rimesse bancarie pre e post-concordato: accolta l’azione esperita dalla curatela nei confronti dell’istituto di credito.

Il Tribunale di Pordenone ha accolto integralmente l’azione legale svolta da Santini-Sette Studio Legale, al fine di ottenere un duplice risultato in favore di una procedura concorsuale del pordenonese:

1)         la revocatoria fallimentare delle rimesse consistenti e durevoli affluite sul conto societario nel semestre anteriore alla pubblicazione della domanda di concordato;

2)         la dichiarazione di inefficacia di tutte le rimesse incamerate dall’istituto di credito nel periodo compreso tra la pubblicazione della domanda di concordato e la dichiarazione di fallimento.

Quanto alla revocatoria fallimentare, il giudice ha affermato la sussistenza sia dei presupposti oggettivi dell’azione (in primis consistenza e durevolezza delle rimesse oggetto della domanda), sia del presupposto soggettivo (conoscenza dello stato di insolvenza in capo alla banca). In particolare, il giudice ha ritenuto raggiunta la prova della scientia decotionis in via presuntiva, stante la gravità, la concordanza e la precisione dei plurimi elementi evidenziati dalla difesa attorea e ricavabili, in primo luogo, dallo studio del bilancio d’esercizio pubblicato proprio pochi mesi prima dell’incameramento delle rimesse “sospette”.

Quanto, poi, all’inefficacia delle rimesse post-concordato, il Tribunale ha dato rilevanza a due argomenti avanzati dalla parte attrice: a) l’intervenuta sospensione, ai sensi dell’art. 169-bis L.F. applicabile ratione temporis, di tutti i contratti di conto corrente intercorsi tra la fallenda e gli istituti di credito, con conseguente impossibilità per la banca di portare in compensazione il debito restitutorio con il credito derivante dalle anticipazioni precedenti all’apertura del concorso; b) a prescindere dal carattere assorbente del primo rilievo, l’assenza - nel caso di specie - di clausole che prevedessero espressamente il c.d. patto di compensazione in favore dell’istituto di credito.

La causa è seguita dall’Avv. Francesco Santini, fondatore della Studio, e dall’Avv. Edoardo Spagnolo.

Santini Sette Studio Legale
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