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Il riconoscimento della cittadinanza ius sanguinis è conforme alla Costituzione: la sentenza n. 142 del 2025 della Corte Costituzionale

Il riconoscimento della cittadinanza ius sanguinis è conforme alla Costituzione: la sentenza n. 142 del 2025 della Corte Costituzionale

Con la sentenza n. 142 del 2025, la Corte costituzionale italiana ha dichiarato infondate le questioni di legittimità sollevate da quattro Tribunali ordinari (Bologna, Roma, Milano e Firenze) in merito al riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis) in assenza di limiti generazionali e senza la necessità di un legame effettivo con la Repubblica.

I giudici rimettenti ritenevano che l’attribuzione automatica della cittadinanza a favore di soggetti nati e residenti all’estero, privi di qualsiasi collegamento sostanziale con l’Italia se non quello biologico, fosse in contrasto con i principi costituzionali della sovranità popolare (art. 1, comma 2), della ragionevolezza e proporzionalità (art. 3), nonché con obblighi internazionali e vincoli derivanti dal diritto dell’Unione europea (art. 117, comma 1 Cost.).

La Corte ha tuttavia rigettato tali censure, affermando la legittimità del criterio dello ius sanguinis, storicamente radicato nell’ordinamento italiano sin dal 1865, e ha precisato che esso rappresenta una scelta politica rimessa alla discrezionalità del legislatore. Ha altresì ribadito che non spetta al giudice costituzionale introdurre modifiche normative in via surrogatoria.

È stato inoltre evidenziato che il decreto-legge 28 marzo 2025, n. 36, convertito nella legge 23 maggio 2025, n. 74, il quale ha introdotto significative limitazioni al riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis, non si applica ai procedimenti giudiziari avviati anteriormente al 27 marzo 2025, compresi quelli oggetto del presente giudizio.

Pertanto, la Corte ha confermato la costituzionalità della disciplina previgente, rappresentando una significativa affermazione per i sostenitori del riconoscimento della cittadinanza italiana ai discendenti all’estero e consolidando la possibilità di ottenere il riconoscimento per via giudiziale nei procedimenti già instaurati. Ha inoltre riaffermato che eventuali riforme in materia spettano in via esclusiva al Parlamento.

Santini Sette Studio Legale
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