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Creare costa meno, innova, devi

Creare costa meno, innova, devi

Innovazione, proprietà intellettuale e agevolazioni fiscali sono concetti collegati tra di loro. Se tra i primi due termini del trittico la connessione è intuitivamente rinvenibile nella protezione della nuova idea derivante dai diritti di proprietà intellettuale, che riguardano sia la titolarità della creazione, che la possibilità di usufruirne economicamente, il collegamento con il terzo concetto merita di essere approfondito maggiormente.

A sostegno della grande importanza della innovazione, l’Unione Europea le ha dedicato una intera iniziativa strategica e un programma quadro alla ricerca e innovazione, chiamato “Orizzonte Europa” (regolamento 2021/695). Queste iniziative si fondano sul riconoscimento della indubbia rilevanza sociale ed economica della innovazione. Anche i singoli stati agiscono per essere più competitivi sotto questo punto di vista. Allo scopo di favorire l’innovazione, in molti stati dell’Unione Europea è presente un regime fiscale agevolato per i redditi derivanti da alcuni tipi di beni immateriali., definiti come “patent box” e riguardano beni immateriali riconducibili all’ambito della proprietà intellettuale. La proprietà intellettuale riveste un ruolo fondamentale nel campo dell’innovazione, perché permette il pieno riconoscimento, anche economico, e la protezione della titolarità della scoperta, così da incentivare l’innovazione. Tuttavia, questa protezione garantita alla proprietà intellettuale non basta; anche un regime fiscale agevolativo gioca un ruolo fondamentale nell’attrarre nuove idee. Nell’ambito degli stati che adottano un regime fiscale agevolato per la proprietà intellettuale innovativa esistono diversi tipi di approcci, ma con la stessa finalità: favorire l’innovazione. Questo comportamento degli stati è deliberatamente rivolto ad attirare redditi da proprietà intellettuale innovativa nel proprio territorio e l’incisività di questa condotta è confermata dal fatto che questo tipo di pratiche sono state studiate in seno al progetto BEPS. Risulta quindi interessante osservare, partendo dalla disciplina interna e arrivando a livello internazionale, come si comportano gli stati per attirare questi tipi di redditi.

In Italia il regime agevolativo attualmente vigente è denominato patent box, ed è stato introdotto nel 2021. Esso consiste di un regime agevolativo opzionale per i redditi d’impresa. La norma stabilisce la possibilità di maggiorare del 110% i costi di ricerca e sviluppo sostenuti in particolare per software coperti da copyright e brevetti per ottenere una variazione in diminuzione dell’imposta. Il vantaggio di questo regime si trova anche in altre caratteristiche, come l’ampiezza dell’ambito soggettivo che riguarda anche persone fisiche e trust, e la previsione della possibilità di godere di una protezione dalle sanzioni predisponendo la documentazione idonea. In questa normativa sono presenti anche agevolazioni che riguardano le creazioni innovative che ottengono un titolo di privativa industriale. A livello internazionale risulta interessante il caso olandese; In Olanda questo tipo di agevolazione prende il nome di innovation box, anche in questo caso si tratta di un regime opzionale, che però, riguarda solo redditi sottoposti all’imposta sul reddito delle società e vengono espressamente esclusi marchi e loghi. L’agevolazione permette di ottenere un tasso d’imposizione effettivo ridotto al 9%, riguardo una serie di beni immateriali innovativi, autoprodotti dal contribuente tramite attività di ricerca e sviluppo. Al contribuente è richiesto anche di avere certe caratteristiche come la proprietà di brevetti su quel bene al fine di avere il biglietto d’ingresso all’agevolazione. Possiamo notare un approccio ancora diverso in Ungheria, dove è presente un regime impositivo molto favorevole per i redditi da proprietà intellettuale per cui l’aliquota effettiva corrisponde a un 4,5 % a fronte del 9% normalmente previsto per la tassazione delle imprese. L’agevolazione riguarda redditi derivanti dallo sfruttamento della proprietà intellettuale.

In conclusione, i vari regimi adottati da questi stati dimostrano che sussiste un vantaggio economico nelle attività riguardanti la proprietà intellettuale, e in particolare quelle connesse all’innovazione, che non solo esite, ma è ricercato appositamente dagli stati, e tutto ciò risulta in una esortazione ai contribuenti a creare innovando.

Articolo realizzato con il contributo dello stagista Federico Costa

Santini Sette Studio Legale
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