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Costituire una holding: s.r.l., società semplic o trust?

Costituire una holding: s.r.l., società semplic o trust?

La società semplice e il trust potrebbero essere delle valide alternative alla S.r.l. per la costituzione di una holding. In realtà, la soluzione migliore andrebbe trovata analizzando tutta una serie di variabili, quali: i) costi di gestione; ii) prelievo sui conferimenti; iii) imposte sugli utili; iv) rivalutazione, Isa, comodo; v) protezione patrimoniale; vi) passaggio generazionale.

 La società semplice presenta meno costi di gestione (i) sia rispetto alle S.r.l., posto che prevede meno adempimenti, sia rispetto al trust, ove bisogna considerare il compenso da riconoscere al trustee.

Quanto al prelievo sui conferimenti (ii), la S.r.l. gode dei vantaggi connessi al regime di realizzo controllato (art. 177, co. 2, TUIR), escluso invece per le società semplici mentre nel caso del trust l’apporto delle partecipazioni non ha rilevanza impositiva né con riferimento alla fiscalità diretta né indiretta.

Quanto alle imposte sugli utili (iii), nella S.r.l. gli utili concorrono a formare il reddito della holding solo nei limiti del 5% del loro ammontare, ma la maggior tassazione si concretizzerà nel momento dell’eventuale attribuzione alle persone fisiche, mentre la società semplice prevede la tassazione per trasparenza in capo ai soci (aliquota del 26% in caso di persone fisiche non imprenditori), ma il prelievo esaurisce il carico fiscale; nel trust, invece, gli utili rilevano integralmente nella determinazione del reddito imponibile.

La società semplice e il trust possono poi rivalutare le partecipazioni detenute in vista di una possibile cessione e non sono soggetti agli Isa e alla disciplina delle società di comodo, a differenza delle S.r.l. (iv).

Massimi vantaggi per il trust sia dal punto di vista della protezione patrimoniale (v) - la società semplice presenta il vantaggio, rispetto alla S.r.l., della impignorabilità delle partecipazioni ma lo svantaggio previsto dall’art. 2270 c.c. che consente al creditore del socio di chiedere la liquidazione della quota - che del passaggio generazionale (vi).

Santini Sette Studio Legale
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