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Concorso in bancarotta per i sindaci che si limitano a segnalare le difficoltà della fallenda

Concorso in bancarotta per i sindaci che si limitano a segnalare le difficoltà della fallenda

Con la recente sentenza n. 1162/2024, la quinta sezione penale della Corte di cassazione è tornata a pronunciarsi in tema di concorso dei componenti del collegio sindacale nella commissione del reato di bancarotta semplice.

Secondo questa pronuncia, per evitare la responsabilità penale, i sindaci non possono limitarsi a segnalare all’organo amministrativo la necessità di intervenire: il collegio deve agire, utilizzando tutti gli strumenti predisposti dal legislatore.

Nel caso di specie, in presenza di evidenti sintomi di crisi della società (riduzione del capitale sociale al di sotto dei limiti di legge; incapacità della società di adempiere alle proprie obbligazioni), il collegio si limitava a rilevare le difficoltà nel corso delle verifiche trimestrali e a segnalare agli amministratori la necessità di ricapitalizzare, senza ottenere alcuna reazione. Secondo i giudici di legittimità, in simili circostanze, i sindaci, preso atto dell’inerzia degli amministratori, avrebbero dovuto convocare direttamente l’assemblea e, se necessario, denunciare al tribunale le gravi irregolarità dell’organo amministrativo, considerato che la situazione di stasi avrebbe inevitabilmente portato all’aggravarsi del dissesto. Invece, restando colpevolmente inerti, i sindaci hanno concorso al verificarsi dell’aggravamento e, dunque, alla commissione del reato di bancarotta semplice.

Nei primi commenti a tale interessante pronuncia, ci si chiede se simili principi possano trovare applicazione in ambito di liquidazione giudiziale, nelle ipotesi in cui i sindaci non pretendano la costituzione di quegli adeguati assetti finalizzati, secondo lo schema del legislatore, a riconoscere in anticipo i segnali di crisi.

Santini Sette Studio Legale
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